Concerto ERICK MANANA e DAMA a Roma, un’occasione speciale
ERICK MANANA E DAMA A ROMA, UN OCCASIONE SPECIALE
Sono arrivati anche in Italia, il 24 aprile 2010, al termine di un tour mondiale che li ha portati in diverse città canadesi e francesi. Dopo un mese di concerti Erick Manana e Dama, tra i più noti ed apprezzati musicisti e cantanti del Madagascar, hanno chiuso la tournée proprio nel nostro paese, incontrando la comunità malgascia di Roma che li aspettava con gioia e trepidazione. Tutta improntata su modalità acustiche la loro esibizione ha entusiasmato il pubblico presente accendendo gli animi di chi, canzone dopo canzone, si è ritrovato in una atmosfera magica e coinvolgente. L’apprezzamento per il bel concerto è arrivato anche dagli italiani presenti – pochi però – che hanno avuto un’occasione davvero unica di ascoltare buona musica e di tendere l’orecchio verso sonorità nuove e sorprendenti. Entrambi, infatti, rievocando con la loro musica luoghi lontani e pieni di fascino, cantano nella loro lingua madre, il malgascio, suonando la chitarra con un’abilità e una destrezza che colpiscono.
Assistendo
al concerto, una preziosa
e importante occasione di incontro, conoscenza
reciproca e scambio per tutti, siamo ancor più convinti che la nascita e
la
diffusione di iniziative culturali di questo tipo sia da favorire. Anzi,
riteniamo indispensabile che si moltiplichino esperienze tanto belle,
affinché
grazie alla cultura, in ogni sua espressione (musica, danza, canto,
teatro,
letteratura, arti visive, ecc.), attraverso le sue voci più singolari e
rappresentative (proprio come in questa fantastica serata insieme a
ErickManana
e Dama), si possa creare quel meraviglioso ponte tra i popoli che tutti
noi auspichiamo.
Per una convivenza civile e rispettosa, responsabile, ricca
di spunti e nuove prospettive. Soprattutto solidale e piena di
senso. L’associazione
Tetezana non a caso si è appropriata di questo nome,
“ponte”
che, oltre a rappresentare la propria volontà di agire per una
integrazione nel tessuto sociale italiano della comunità malgascia,
impegna seriamente l’associazione stessa a
costruire, progettare e realizzare nella pratica occasioni di
interscambio
culturale tra comunità linguistiche, etniche e sociali differenti.
Al termine dello spettacolo non potevamo non andare a ringraziare i due musicisti per la loro generosa presenza manifestandogli, al contempo, tutto il nostro desiderio di poterli riascoltare presto dal vivo in Italia. Abbiamo colto così l’occasione per presentar loro l’associazione Tetezana e, soprattutto, per rivolgergli qualche rapida domanda.
E’ la prima volta che venite in Italia per esibirvi?
E. Manana: sì, per me è la prima.
Dama: vengo in Italia ormai per la terza volta.
Quali sono le vostre impressioni sulla tappa nel nostro paese?
Manana e Dama: siamo contenti di esserci spinti fino a qua. A Roma abbiamo suonato per la comunità malgascia ma, tra il pubblico, erano presenti anche dei rappresentanti di alcune associazioni sia malgasce che italiane, proprio come la vostra, e questo non può che farci un grande piacere perché abbiamo trovato nuovi sostenitori e possiamo suonare non solamente per i nostri connazionali.
Che cosa pensate, in base alla vostra esperienza, delle comunità malgasce in Francia e in Italia? Ci sono delle differenze secondo voi?
Manana e Dama: La differenza più grande sta proprio nel tipo di paese che abitano. La Francia è un paese post-coloniale e i malgasci vivono in un complesso di inferiorità ancora evidente. L’Italia, che non appartiene alla loro storia passata, è per questa gente un paese del tutto “nuovo”, un luogo dove si può vivere bene e dove si può imparare a stare senza problemi.
Di quali valori sono portatori i malgasci che vivono fuori dal loro paese?
Manana e Dama: In Madagascar c’è una base di valori che unisce la popolazione. Il paese è la culla culturale e il riferimento costante anche per coloro che vivono fuori dall’isola. Se anche si vive in Europa non ci si dimentica delle proprie origini e, ad esempio, resta forte il richiamo alla fiahavana. Non importa dunque dove si abita.
Quale influenza produce sul vostro lavoro la crisi politica che sta attraversando il vostro paese ormai da diverso tempo?
Manana e Dama: I musicisti non cantano, né si esprimono per la parte politica. Si suona e si canta per il popolo. Gli artisti, al di sopra delle parti, guardano alla popolazione di cui sono, in un certo senso, garanti. Ci rivolgiamo alla gente ma non con l’intenzione di portare divisione. Ci interessa e ci piace, invece, far sì che le persone con la nostra musica si riuniscano.
CHI SONO
Dama (il cui vero nome è Zafimahaleo Rasolofondrasolo, nato nel 1956) è un’eccezionale chitarrista. E’ il Bob Dylan e il Bob Marley del Madagascar riuniti in una sola persona. Influenzato, da giovane da Jacques Brel, i Beatles, la musica americana delle origini e il country e qualsiasi cosa che potesse combaciare con il suo repertorio tradizionale del suo paese, diventa una figura di spicco nel panorama musicale malgascio.
Nel 1972, con l’avvio di un regime oppressivo e dittatoriale di impronta neocoloniale, Dama reagisce in maniera decisa. Alle adunate politiche clandestine e alle assemblee pubbliche, si esibisce in canti di speranza, pace e giustizia. I testi delle sue canzoni sono tutti di matrice allegorica, sprezzanti delle voci ufficiali di disapprovazione. E soprattutto canta in malgascio, all’epoca un gesto estremamente rivoluzionario e di grande rottura. Non è un caso se il suo gruppo, i Mahaleo (“indipendente” o “libero” in malgascio), al giorno d’oggi occupa un ruolo non meno centrale nella cultura popolare del Madagascar di quello che gli stessi Beatles assunsero in quella occidentale. Il gruppo faro della musica malgascia cantava la contestazione, le rivendicazioni sociali e politiche, l’amore e anche la morte, temi semplici che esprimevano le profonde aspirazioni di un popolo alla ricerca della propria identità.
Nel 1993 Dama prende parte attiva alla vita politica del suo paese e viene perfino eletto deputato.
ERICK MANANA (canto, chitarra, armonica)
Nato in Madagascar nel 1959 si interessa fin da bambino alla musica e agli spettacoli tradizionali malgasci. Si fa conoscere ed apprezzare dai suoi connazionali come membro fondatore del gruppo Lolo sy ny Tarino (Antananarivo), alla fine degli anni ’70, ricevendo ampi consensi. Erick Manana, si trasferisce in Francia a Bordeaux, dove incontrerà un ambiente stimolante fatto di numerosi musicisti sia malgasci che africani e lì deciderà definitivamente di restare. A partire dal 1990 è chitarrista ufficiale del cantante Graeme Allwright, che accompagnerà regolarmente in tour ma, in parallelo, va alla ricerca di una musica propria, ispirata al ricco patrimonio musicale dell’Oceano Indiano. Premio “Media Adami” del concorso “Découvertes” di Radio France Internazionale nel 1994, l’anno seguente, insieme al grande flautista Rakoto Frah, darà vita a Feo Gasy gruppo di polifonia malgascia con l’obiettivo di diffondere la musica tradizionale degli altipiani. Col suo gruppo pubblica due dischi di grande livello, accolti con favore dalla critica.
Nel 1997 viene insignito del Grand Prix du disque dell’accademia Charles Cros 1997 per il suo primo album da solista “Vakova” molto apprezzato non solo in Europa ma anche oltreoceano dove viene invitato a diversi festival. In questa sua opera si riconosce uno stile folk sobrio e ritmico al tempo stesso, che attinge agli altri stili musicali dell’isola (il beko della costa meridionale, la musica betsileo, gli incantesimi modali del jijy del nord, la musica salegy). Con la purezza e la freschezza della sua voce, sottile e delicata e gli accenti “colorati” della sua chitarra riesce ad evocare perfettamente i paesaggi e le atmosfere della sua isola.
Nel marzo 1999 esce "Taniko", nuova opera di Erick Manana, un inno alla sua terra natale.
Claudia Sonego

