Estate 2008 Tetezana Onlus - Madagascar

Inserito da: admin
Il: 28/12/2008
L'associazione Tetezana Onlus persegue le sue opere sociali in Madagascar realizzando piccoli progetti in alcune realtà locali del paese. A questo lavoro in loco si aggiungono diverse iniziative di sensibilizzazione e promozione della cultura malgascia in Italia. Fra queste attività rientra l’organizzazione di vacanze responsabili per soci e amici dell’associazione. Quest’estate è stato organizzato un primo gruppo di viaggio composto da due operatori della Tetezana (Andry e Ciro) e tre volontari italiani, la dott.ssa Carmela De Lorenzo, sua figlia Federica e suo fratello Antonio. La dott.ssa insieme alla figlia erano già state ad Ambanja nel 2007 nel corso della realizzazione del progetto “Mamme In-Formazione”. In quella occasione hanno collaborato con lo staff locale prestando il loro preziosissimo aiuto alla causa del progetto e soprattutto alle ragazze in esso coinvolte.

Per i nostri operatori è stato un viaggio finalizzato alla valutazione dei progetti già avviati nonché un momento per approfondire la conoscenza delle comunità locali coinvolte e iniziare a prendere contatti con quelle che  lo potrebbero essere nei progetti futuri.

Questa è una fase molto importante per l’associazione: infatti solo da osservazioni sul campo è possibile valutare l’impatto e la sostenibilità dell’intervento proposto e porre le basi per quelli futuri.

Diario di viaggio:

Dopo l’atterraggio a Nosy be, siamo partiti per Ankify dove ci aspettava Geneviève, presidente della nostra Associazione Tetezana onlus.  

  •  Permanenza ad Ankify

Ad Ankify organizziamo una riunione con Geneviève per organizzare e ottimizzare il nostro viaggio/lavoro.

In questo villaggio abbiamo partecipato alle feste spontanee della comunità. E’ stata un’accoglienza sincera e cordiale fatta di incontri con le persone del villaggio animati con musiche e danze tradizionali. Nei momenti di svago ci siamo intrattenuti con i bambini giocando con i palloni che gli abbiamo regalato e altri materiali donati. Questo è stato il nostro primo approccio con le donne, uomini e bambini della comunità locale.

  • Partenza per Ambanja Dopo due giorni, a malincuore lasciamo Ankify diretti ad Ambanja, città sede del progetto “Mamme In-Attività”. Si tratta di un progetto di avviamento al lavoro delle ragazze madri beneficiare del nostro primo progetto: “Mamme In-Formazione” del 2007.

Se nel 2007 l’obiettivo è stato quello di formare un gruppo di circa venti ragazze madri, ora l’obiettivo è quello di facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Ad Ambanja abbiamo visitato un atelier di sartoria avviato per alcune di queste ragazze.

Qui abbiamo avuto la possibilità di conoscerle e ammirare le loro creazioni e quelle in fase di realizzazione, i colorati tessuti e i vari materiali e attrezzature da lavoro, che la nostra associazione ha potuto fornire loro grazie anche al contributo dell’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio.  

  • Partenza per Djangoa

A Djangoa, un villaggio che si trova a 20 km da Ambanja, ci aspettava un folto gruppo di persone. Qui si trova la sede dell’Associazione VE.KI.FA, nostro partner locale per i progetti di formazione e di sostegno a distanza dei bambini in difficoltà. 

Il primo giorno è stato dedicato alla visita del secondo atelier di sartoria avviato in questo comune rurale: abbiamo potuto ammirare i prodotti realizzati dalle ragazze, che vanno dai vestiti alla biancheria per la casa.    

Il giorno seguente abbiamo partecipato alla vita associativa delle donne della VE.KI.FA impostando, proprio in questa occasione, il nuovo asilo chiamato progetto Mamiko.

La nostra associazione lavora in Madagascar per il Madagascar, e i nostri progetti nascono in loco e vengono sviluppati in loco con l’ausilio delle nostre competenze e dei fondi che pervengono dall’Italia.  

Dai colloqui è emerso che in questa zona, così come nella maggior parte delle realtà rurali, uno dei problemi delle donne è la mancanza di asili a cui poter affidare  i figli durante la giornata lavorativa.

Le donne della VE.KI.FA ci hanno presentato una loro nuova iniziativa ad hoc, che ci è sembrata da subito molto interessante: aprire un asilo per riuscire ad accogliere fino a 60 bambini tra i 2 e i 5 anni.

Siamo poi andati tutti insieme a fare un sopralluogo sull’area individuata per la costruzione dell’asilo: il terreno dovrà essere ripulito dalle sterpaglie e, dopo questa operazione, verrà tirato su un piccolo locale seguendo le tecniche locali di costruzione. La struttura sarà un’ottima soluzione ma temporanea e provvisoria, in quanto non garantisce una valida resistenza ai cicloni e alle inondazioni, purtroppo abbastanza frequenti in quella zona.

La tecnica tradizionale di costruzione permetterà di poter aver un asilo funzionante entro un mese ed inoltre, la sua presenza fisica sarà in totale armonia con le strutture abitative circostanti, nel rispetto della popolazione e dell’ambiente.

Ciò non toglie che si auspichi di poter offrire in poco tempo  ai bambini uno spazio totalmente sicuro alle intemperie del clima e che duri negli anni per accogliere i nuovi piccoli ospiti.

Le richieste di iscrizione sono già 51 ma di questi bambini, almeno 15 hanno bisogno in gran fretta di essere accolti e sostenuti: questi piccoli sono i figli di donne capofamiglia, che non possono quindi recarsi al lavoro, o cercare un’occupazione se non sanno a chi poter affidare i loro bambini.

Alla fine del nostro soggiorno in questo villaggio, i volontari italiani hanno fatto un gesto molto significativo per la comunità: donare tanti materiali educativi per i bambini che potranno essere utilissimi per il futuro asilo nido, molti vestiti per i bambini del villaggio e molti farmaci di primo soccorso tutti portati dall’Italia.

E’ ancora più difficile partire e fare finta di nulla dopo quest’esperienza attraverso un modo di vivere così diverso e ricco di semplicità.

  • Partenza per Tana Dopo qualche giorno a Djangoa siamo partiti con la macchina per Antananarivo detta Tana, capitale dell’Isola che si trova circa a 900 km. Il primo impegno è stato quello di acquistare i materiali didattici, gli sgabelli e giochi per il progetto della scuola Mamiko. 

 Nella zona periferica di Tana, abbiamo visitato l’ufficio comunale di Alasora dove lavora come volontario un nostro simpatizzante. La nostra volontà è stata di contribuire ad un  loro progetto e per questo abbiamo acquistato del materiale informatico di cui hanno bisogno: 2 tavoli per computer e una stampante. Inoltre abbiamo regalato dei palloni ai bambini della zona rurale di Alasora, arrivati con noi dall’Italia.

Anche a Tana abbiamo avuto una riunione con i nostri collaboratori: un gruppo di 4 ragazzi, i quali sono stati di grande aiuto per il caso di Kamba,  un bambino nato con gravi malformazioni che è stato operato chirurgicamente a Tana nel mese di luglio 2008, anche grazie al nostro piccolo coinvolgimento. Durante la permanenza abbiamo affrontato un altro caso, quello di una ragazza di 23 anni abbandonata dai genitori che deve badare alle sue due sorelle in un luogo lontano dalla propria zona di origine. L’impegno ad aiutarla a riprendere gli studi e a sostenere le sorelle più piccole è stato assunto dai nostri volontari italiani in visita nel paese.

Nei  giorni seguenti abbiamo fatto visita ad alcune famiglie che lavorano le pietre e ad una famiglia che lavora la raffia ; inoltre abbiamo assistito al rito di esumazione detto Famadihana

  • Partenza per Ambatolampy

In questa zona abbiamo visitato un laboratorio artigianale di alluminio dove  vengono prodotte le pentole 
  •  Partenza per Antsirabe
Qui incontriamo l’Associazione Tsinjo Lavitra per uno scambio di esperienza e di conoscenze. Abbiamo conosciuto diversi progetti da loro realizzati e abbiamo gettato le basi per una futura possibile collaborazione. 
  •  Partenza per Ambositra

    Dopo la visita al Palazzo del re di Ambositra, ci siamo recati nella zona degli artigiani, famosi in tutta l’isola, per la lavorazione del legno. Abbiamo così potuto acquistare molti oggetti da portare in Italia. Altra produzione artigianale che abbiamo ammirato è quella della lavorazione della seta secondo metodi tradizionali.

    •  Partenza per Fianarantsoa

A Fianarantsoa abbiamo incontrato l’associazione Koinina ed Averiko, con le quali ci siamo confrontati rispetto alle diverse esperienze in campo sociale; anche con loro abbiamo parlato di ipotesi per una futura collaborazione.
  • Partenza per Nosy be A Nosy be, insieme a  Geneviève, la presidente della Tetezana, abbiamo incontro  Don Luigi e Don Parfait di Firenze, i quali ci hanno già sostenuto  nella  realizzazione del primo progetto in Madagascar e che si mostrano disponibili per le iniziative future.

    Nell’isola abbiamo sistemato la casa presa in affitto dai nostri soci sostenitori e che, in loro assenza, l’Associazione potrà utilizzare come casa di accoglienza per “turisti responsabili” e per i nostri soci che vorranno recarsi sul posto per meglio conoscere il Madagascar e lo sviluppo dei nostri progetti.

Invito ai sostenitori, parenti ed amici

Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto per realizzare questi progetti. Saranno invitati a conoscere l’esito dei progetti già realizzati e per chi desidera continuare ad aiutarci, l’invito è ad impegnarsi nel versare mensilmente una quota minima per il progetto asilo Mamiko di Djangoa e  le altre attività sociali. Fino ad oggi abbiamo 15 bambini che necessitano di essere sostenuti.

Di seguito, riassumiamo le aree e i progetti de sostenere:

Djangoa:

Sosteniamo i bambini (foto di gruppo)

Aiutiamo la costruzione dell’asilo  Progetto Mamiko

Sosteniamo il personale scolastico (stipendi mensile) : lo stipendio mensile per una maestra  e per i 4 dipendenti dell’asilo (2 maestre, 1 segretario, 1 bidello )

Antananarivo : fortunatamente, per queste iniziative, abbiamo già alcune persone che le sostengono.

Sosteniamo bambini (una bambina di 4 anni con il fratelino di 18 mesi)

Sosteniamo le sorelle (di 10, 12 e 23 anni)

Modalità del Sostegno:

Chi intende aderire a sostegno delle iniziative di solidarietà sopra descritte può contribuire con un importo che lui stesso può stabilire a seconda delle proprie disponibilità; sarebbe importante ai fini dell’organizzazione del sostegno, contattarci direttamente oppure inviare i contributi tramite il bollettino di c/c postale N° 76916196.

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