Notizie sulla crisi in Madagascar
NB: tutte le notizie sono state tradotte dalla lingua malgascia o francese in italiano, per cui non riflettono le nostre posizioni politiche. Abbiamo avuto come fonti le persone in loco: giornalisti, parenti ed amici."
Ultima notizia :
La partenza di Ravalomanana
Quando la storia prende la sua strada
L’Onu e l’Unione Africana nella mediazione - difesa della legalità
L’arrivo il 6 marzo scorso dell’emissario dell’Onu, sig. Tiébilé Dramé, conosciuto per la sua capacità di risolvere i conflitti politici in Africa, ha accelerato l’evoluzione della ricerca di una via di uscita dalla crisi in Madagascar. Questo ex ministro degli affari esteri del l Mali, insieme alla FFKM ha cercato di ascoltare ambedue i campi: Ravalomanana che si proneva di difendere la legalità e Andry Rajoelina (ex sindaco di Antananarivo) che è considerato nella legittimità.
Il 12 marzo scorso è stata proposta dai mediatori – FFKM e gli emissari dell’Unione Africana, sig. Tiébilé Dramé –la riunione di 90 persone tra membri dal governo, dell’opposizione, dei partiti politici e della società civile e altre forze vive della nazione. E’ “l’assise nationale”.
Rifiuto dell’ “assise nationale”
Il 10 marzo questo raduno nazionale “assise nationale” è stato rimandato ad una data successiva per la mancanza di una preparazione adeguata e perché il gruppo di Andry Rajoelina l’ha rifiutata per il momento. Infatti l’opposizione ha sempre rifiutato qualsiasi incontro con Ravalomanana da quando costui ha boicottato la terza seduta dell’incontro attorno ad una tavola rotonda il 25 febbraio scorso. Certo, Ravalo ha perso la credibilità marinando l’incontro.
L’Unione Africana e l’Onu hanno sempre ribadito l’importanza di seguire la legalità, cioè il rispetto della costituzione, mentre i malgasci dicono che la situazione è extra constituzionale. In più, tutti gli emissari dall’Africa hanno spinto il Madagascar a risolvere la crisi dialogando.
Ravalomanana si sentiva sostenuto dall’Unione Africana e dall’Onu. Il rispetto della costituzione fa parte della via democratica e della legalità. E il movimento popolare in Madagascar è chiamato “lotta per la democrazia” quindi si deve rispettare la democrazia giusta, un concetto sconosciuto a tanti malgasci.
L’opera dell’Emmo/nat, i soldati che difendevano il presidente
Avendo un grande desiderio e l’orgoglio di poter padroneggiare il vertice dell’Unione Africana nel mese di luglio prossimo ad Antananarivo, Ravalomanana ha ribadito che questa riunione importante si deve tenere per l’onore del Madagascar. Perciò ha promesso all’Unione Africana e ai malgasci stessi che la pace sarebbe stata ristabilita al più presto possibile.
Ravalo ha messo in moto dei tentativi di controllo usando i militari. Per una settimana non ha permesso alla gente di fare manifestazioni di piazza. I militari sono scesi usando le armi acquistate in Cina. Hanno seminato il terrore ad Antananarivo. Hanno perseguito saccheggiatori e manifestanti tutti insieme senza distinzione nelle stradine della città, hanno colpito, ferito e torturato alcune persone immergendole nel fango del fiume di Bekiraro. Gli abitanti di Antananarivo avevano paura nel vedere i soldati Emmo/nat. I militari hanno perso la simpatia e il rispetto dei cittadini.
I mercenari e la milizia
Il colmo è stato raggiunto quando, provando a controllare la situazione, il presidente ha mandato degli stranieri a dare ordini soldati anti – ammutinamento il 4 marzo sulla piazza dell’Indipendenza. Questi stranieri sudafricani e israeliani(secondo i giornali) camminavano su e giù sulla piazza dando ordine all’esercito di sparare o caricare i manifestanti. I giornalisti ci sono avvicinati e ormai è confermata la presenza dei mercenari pagati dal governo per reprimere la gente.
C’erano altri soldati che indossavano scarpe sportive. Erano della milizia ma non erano dei veri soldati. Loro sparavano senza nessuna disciplina.
L’ammutinamento dei soldati di CAPSAT
Sabato 7 marzo, una caserma di militari CAPSAT di Antananarivo ha espresso il suo disagio contro questi mercenari e contro il governo, QUESTO ha capovolto la situazione e ha messo Ravalomanana in una posizione critica. I militari hanno fatto un “comunicato” per dire che ormai non avrebbero più seguito il governo e che non accettavano più gli ordini del ministro della difesa. Subito dopo questa notizia a Fianarantsoa anche la caserma di Besorohitra ha fatto la stessa scelta, poi i militari di Mahajanga e i militari di Diego hanno seguito il loro esempio. Anche la polizia ha seguito i suoi fratelli d’ arma per non creare una divisione all’interno dell’esercito del Madagascar. Era l’unica via di uscita per non andare verso una guerra civile. Anche la “gendarmerie” ha capito quella scelta e si è unita all’insieme dei soldati e della polizia. Si parlava anche di uno sottomarino sulle coste del Madagascar che portava dei mercenari. Dai capi della gendarmeria è stato l’ordine di fare la guardia alle coste. E’ stato anche dato ordine a tutti i militari che stavano facendo servizio per il governo di rientrare alle loro rispettive caserme.
Il presidente da solo – colpo di stato, buona scelta o uso di buon senso nella legittimità?
Nel giro di una settimana, Ravalomanana si trovava senza i militari e doveva ritirarsi al suo palazzo di Iavoloha a una decina di chilometri dalla capitale verso il sud.
I militari hanno dichiarato che per fare ritornare la pace in Madagascar, se il popolo dice che Ravalomanana deve lasciare il potere, egli deve avere il coraggio di farlo se no la crisi persiste.
Gli ufficiali generali dell’esercito già il 16 febbraio avevano comunicato scorso che se la crisi persiste, l’esercito deve prendere la propria responsabilità per risolvere il problema nell’interesse della patria. Gli ufficiali subalterni hanno fatto sapere la loro opinione molto prima degli ufficiali generali. Hanno affermato che non avrebbero accettato più di essere usati come mezzo di oppressione. Che gli ufficiali generali prendano la loro responsabilità altrimenti gli ufficiali subalterni sarebbero subentrati per trovare una soluzione per fermare il vandalismo e ristabilire la pace.
Il tutto è durato troppo durato quando i militari hanno scelto il colonello Ndriarijaona André come nuovo capo dell’esercito al posto del generale Rasolomahandry Edmond.
Questo nuovo capo dell’esercito ha subito reagito. Sono stati cacciati i saccheggiatori senza usare le armi a Ambatomena vicino all’ambasciata francese. Sono stati aiutati i manifestanti a occupare i ministeri senza spargimento di sangue. I militari stessi sono andati a discutere con la guardia presidenziale per facilitare l’entrata dei ministri dell’opposizione nei diversi ministeri.
Hanno dichiarato che la loro unica volontà è di mettere fine alla crisi e che se la partenza del presidente è la soluzione alla crisi, che costui se ne vada ma non si puo’ sacrificare tutto il paese proteggendo una sola persona. Al presidente è stata data l’opportunità di risolvere la crisi per più di un mese usando l’esercito ma non c’è riuscito quindi è toccato all’esercito un’altra strategia per rimettere tutto a posto.
Il distacco dell’esercito da Ravalomanana ha fatto si che lui sia rimasto da solo. Ha dovuto creare uno scudo umano per proteggersi. Ha chiamato i cittadini, suoi sostenitori da giovedi’ 12 marzo scorso , per proteggerlo. Ha detto che i militari volevano la sua morte. Circa 5000 persone sono andate al suo palazzo e ci sono rimaste giorno e notte.
Da parte sua, Andry Rajoelina è uscito dalla sua tana dopo una assenza di 10 giorni dalla scena pubblica. E’ stato anche detto che il governo voleva la sua morte. Infatti un mandato di arresto era pronto dal 30 gennaio. La sua dimora è stata attaccata una volta dall’Emmo/nat senza successo. Per 10 giorni è stato sotto protezione dell’Onu precisamente all’ambasciata francese e in una residenza per gli ambasciatori.
Quando Andry Rajoelina è riapparso, è stato per annunciare la fine ormai prossima del potere di Ravalomanana. Ha anche detto che sarebbe andato al palazzo presidenziale di Iavoloha per congedarlo. Allo stesso tempo ha chiesto anche l’arresto del presidente.
Domenica scorso, dopo il culto (preghiera protestante) davanti a 5000 sostenitori Ravalomanana ha affermato che non avrebbe lasciato mai il potere. Ha detto che è Dio che dà il potere e nessuno puo’ prendere il potere con le mani “cosi’” se non è la volontà di Dio. Che era pronto a morire con la gente che è venuta a sostenerlo. Ha detto anche che conosce il paese che si nasconde dietro questo movimento di destabilizzazione e che un giorno tutti avrebbero conosciuto la verità”.
Non aveva più nessun autista e guidava lui. Si vedeva solo una decina di guardie del corpo in abito civile.
Le dimissioni del presidente Marc Ravalomanana
Il lunedi’ dopo, cioè il 16 marzo, ha convocato una riunione dei ministri. Invece di 21 erano presenti 16 ministri. Il presidente ha annunciato la sua intenzione di preparare un referendum. Ha dato l’ordine al suo primo ministro di preparare questo referendum il più presto possibile. Ha detto che fare un referendum sarebbe stata la maniera democratica di vedere la verità e che il Madagascar sarebbe stato un modello per tutta l’Africa in questo modo. Ha detto che non aveva paura di un referendum perchè era sicuro di vincere.
Martedi’ 17 invece, sono andati al suo palazzo l’ambasciatore degli Stati Uniti e l’ambasciatore del Sudafrica verso le 11 del mattino. Non si sa che cosa abbiano proposto a Ravalomanana poi lo stesso giorno nel pomeriggio si sono sentite voci che Ravalomanana si era dimesso. Alla radio delle 18:30 ci hanno comunicato che Ravalomanana aveva rassegnato le dimissioni, trasferendo il potere al generale più alto in grado dell’esercito.
A seguito della lettura di questo messaggio all’episcopato di Antananarivo, dove erano presenti i diplomatici, i capi delle chiese, gli ufficiali dell’esercito e i giornalisti, il capo dell’opposizione usciva dall’aula del raduno. Non era d’accordo con la lettera del presidente. Da parte loro i militari rifiutavano l’idea di un “direttorio militare”.
I militari hanno rifiutato di prendere il potere e l’hanno dato al presidente dell’opposizione Andry Rajoelina. Poi i militari hanno arrestato 4 generali accusandoli di avere comandato l’uccisione dei malgasci durante la crisi.
La cosa strana è che nessuno ha visto Ravalomanana uscire dal palazzo presidenziale malgrado le barricate popolari e tanti dei suoi sostenitori lunghe le strade del palazzo. I giornalisti hanno chiesto all’ambasciatori degli Stati Uniti dove fosse e lui ha risposto che non sapeva quando né come Ravalomanana fosse uscito dal suo palazzo.
Si suppone che fosse uscito con l’ambasciatori degli Stati Uniti e con l’ambasciatore del Sudafrica. Comunque l’Unione Africana lo protegge sicuramente.
Infatti la sua famiglia è già partita per le Isole Maurizio quattro giorni prima mentre lui prometteva ai suoi sostenitori che sarebbe morto con loro e che non avrebbe lasciato mai il potere che gli è stato dato dal popolo e da Dio.
Le cose strane
Il presidente si è dimesso il 17 marzo. Già due giorni prima in Europa si parlava delle sue dimissioni. Invece il presidente domenica 15 marzo affermava la sua decisione di rimanere con i suoi sostenitori e morire con loro se fosse stato necessario. Il giorno 16 aveva chiesto al primo ministro di preparare un referendum.
Alcuni praticanti della religione protestante entravano nel palazzo di Ambohitsorohitra per esorcizzare il luogo. E da tanto tempo che si dice che il presidente è strano. Il suo ufficio si trova nel palazzo presidenziale di Ambohitsorohitra, luogo del massacro di sabato 7 febbraio scorso. Sotto l’asfalto del cancello e sotto la sua scrivania sono stati scoperti dei feticci e dei talismani. I giornalisti hanno fotografato questi oggetti che sono stati mostrati in TV ad Antananarivo. Al cancello sotto l’asfalto si trovava un anello in oro con altre sostanze, poi sotto la sua scrivania si trovava una mappa del Madagascar disegnata su una stoffa nera e un pezzo di legno speciale (mpanjakaben’ny tany) sul quale erano attaccati foto di ragazze e disegni di testa di capra. Su questo pezzo di legno c’era scritto “Totem”. C’era anche una caprettina in oro e una mano umano tagliato. La mano era già in decomposizione. Nelle altre stanze c’erano delle teste di capre in argilla. Sono delle cose strane che lasciano tutti perplessi. Infatti il presidente allevava almeno due capre nere nelle sue dimore, nelle sue fattorie, ai ministeri e a volta quando visitava un luogo a sud o ad ovest, la gente gli dava da toccare una capretta.
Visitando il cortile del palazzo si sentiva anche da lontano un forte odore e c’erano delle mosche attorno ad un buco coperto di terra nelle fondamenta di un edificio nuovo, fondato per essere un Museo. Si suppone che in questo buco siano stati seppelliti i corpi di quelli che sono spariti durante il massacro del 7 febbraio scorso.
Quelli che hanno avuto l’opportunità di visitare il Madagascar , hanno visto che le macchine dell’azienda del presidente e anche i numeri di telefono della Tiko (la sua azienda) finiscono sempre con la cifra 77. C’è chi vede una coincidenza troppo significativa con questa cifra e tira una conclusione non molto piacevole:
Ravalomanana ha iniziato a governare 7 anni fa dopo un sciopero di 7 mesi.
Lo sciopero del 2002 é iniziato il 7 gennaio.
Il suo governo é durato 7 anni.
Il massacro di Ambohitsorohitra c’è stato il 7 febbraio.
L’ammutinamento dei soldati cominciava il 7 marzo.
Le dimissioni il presidente le ha date il 17 marzo.
Nel 2004 il pastore Andriamanjato Richard ha parlato in TV, sui giornali e anche alla radio della lettera riguardante il “patto con il diavolo” che ha fatto il presidente. Questo suo articolo è stato commentato dai giornalisti e il presidente non ha detto niente per difendersi. In quel momento si diceva che l’accordo con il diavolo era datato 17 marzo 1998, quando era sindaco di Antananarivo.
Comunque, quando ha lasciato il potere nessuno l’ha visto uscire e non si sa dove sia andato né come sia partito.
Ognuno può dare la spiegazione che crede a questi eventi, ma comunque sono cose che sono capitate.
Il futuro
Andry Rajoelina è presidente del governo di transizione. Ha 34 anni.
E’ in vista la liberazione dei prigionieri politici.
Si parla anche del rientro dei politici esiliati.
Atti di terrorismo continuano ad Antananarivo. Sono stati attaccati la casa del politico “Alain Ramaroson” e di generale Ramakavelo. C’è sempre il rischio di intimidazione verso i politici che stanno prendendo il potere.
Non si sa ancora la posizione dell’Onu di fronte al modo di Andry Rajoelina di accedere al potere e alla partenza di Ravalomanana.
Il vertice dell’Unione Africana sarà comunque tenuto ad Antananarivo. Si svolgerà nel mese di luglio.
L’aereo che il presidente ha acquistato sarà venduto e con i soldi si costruirà un ospedale.
Si terrà una “assise nationale” includendo tutti i partiti politici che hanno contribuito alla lotta per la democrazia.
Da fonte sicura si dice che l’azienda del latte del presidente sta facendo una svendita di tutti i suoi prodotti poi chiuderà. Dove andranno i dipendenti di questa società? Sono almeno 2000 persone in tutta l’isola.
Il governo di transizione deve fronteggiare molti disoccupati.
L’elezione presidenziale per entrare nella quarta repubblica sarà tra due anni.
Dopo le manifestazioni, adesso è tempo di mettere in moto la macchina amministrativa.
Altre notizie: [Continua...]
21/03/2009
Andry Rajoelina: giura presidente di transizione
AGI
(AGI) - Antananarivo (Madagascar), 21 mar. - Sfidando le critiche della comunita' internazionale, Andry Rajoelina ha giurato come presidente del governo di transizione del Madagascar. La cerimonia si e' tenuta nello stadio della capitale, davanti a 40mila persone. Rajoelina - che ha destituito, con la complicita' dell'esercito, il presidente in carica, Marc Ravalomanana - guidera' il Paese per i prossimi due anni. La sua mossa ha sollevato un coro di critiche nella comunita' internazionale: l'Unione africana ha sospeso il Madagascar dall'organizzazione, mentre gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno parlato di "golpe". Washington ha anche sospeso tutti gli aiuti aumanitari verso il Paese. Nessun ambasciatore straniero ha preso parte alla cerimonia di insediamento.
Nel suo discorso, il nuovo presidente ha affermato che le sue priorita' sono di migliorare le condizioni di vita e la sicurezza sull'isola.
ANSA
(ANSA) - ANTANANARIVO, 21 MAR - Andry Rajoelina ha giurato come presidente di transizione del Madagascar davanti a 40mila persone nello stadio della capitale. Rajoelina, ex dj di 34 anni, guidera' il Paese per i prossimi 24 mesi nonostante il coro di dissensi giunti da tutto il mondo dopo che qualche giorno fa il presidente in carica regolarmente eletto, Marc Ravalomanana, aveva consegnato il potere ai militari i quali a loro volta, nel giro di poche ore, lo avevano girato a Rajoelina, leader dell'opposizione.
18/03/2009 Newsitaliapress.it
Madagascar: un dj come presidente La situaizone nell'isola africana si è sbrogliata con le dimissioni del presidente in carica ed i militari affidano lo stato al giovane Rajoelina E' notizia di ieri notte che il presidente in carica, il conservatore Marc Ravalomanana, ha consegnato l'incarico e quindi il potere ai militari che l'hanno a loro volta girato nelle mani del capo dell'opposizione, Andry Rajoelina, 34enne ex disc jockey e sindaco della capitale dell'isola, Antananarivo. La cosa curiosa e che ha creato ancora più confusione è che Ravalomanana aveva rimesso il suo incarico ai militari per non cederlo direttamente all'opposizione, ma i militari hanno dimostrato con questo atto di appoggiare Rajoelina che ha ammesso alla televisione francese di avere il sostegno non solo dei militari, ma anche "della burocrazia, dei sindacati e cioè dei gruppi sociali più rilevanti. Il potere appartiene al popolo che può concederlo e riprenderselo a piacimento".
06/03/2009
Madagascar: sale la tensione sull’isola, Antananarivo blindata
“Due elicotteri sorvolano da ore la residenza del capo dell’opposizione ed ex-sindaco della capitale, Andry Rajoelina. Le forze ‘Emonat’ (Forze armate miste ndr) hanno sparato colpi in aria ai quali hanno risposto le guardie per la sicurezza di Rajoelina”: lo riferisce un giornalista dell’emittente radiofonica malgascia Radio Don Bosco, che segue da vicino l’evoluzione del braccio di ferro politico in atto da settimane tra Rajoelina e il presidente Marc Ravalomanana. Nel servizio, il giornalista ha affermato che “da ieri sera, attivisti e membri del comitato di vigilanza del quartiere si sono raccolti intorno all’edificio per garantire la sua protezione; davanti al palazzo sono anche state erette delle barricate. La tensione ad Antananarivo è aumentata dopo la notizia di un tentativo di arresto avvenuto ieri sera. Ora, non sappiamo più dove si trovi Rajoelina”. Fino a pochi giorni fa, i manifestanti antigovernativi avevano potuto riunirsi nella piazza 13 maggio, divenuta il simbolo del movimento di opposizione, ma la situazione è cambiata giovedì scorso quando il governo ha ordinato alle forze dell’ordine di bloccare l’accesso alla capitale per evitare qualsiasi raduno. Il capo di Stato ha indurito i toni dello scontro, determinato a ripristinare l’ordine “per rassicurare l’Unione Africana (UA) sull’organizzazione effettiva del vertice dell’organismo previsto nel paese nel mese di luglio”, aggiunge la stessa fonte. Negli ultimi giorni, scontri tra manifestanti e polizia, che ha usato gas lacrimogeni per disperdere le concentrazioni di folla, hanno causato un morto nella capitale e due a Ambositra (200 chilometri a sud) e diversi arresti; sembra inoltre che una ragazza sia stata uccisa questa mattina a Ambositra in circostanze ancora poco chiare. “La notte scorsa la televisione privata ‘Viva’ ha trasmesso un appello a difendere il capo dell’opposizione, minacciato dalle autorità, assieme ai suoi stretti collaboratori, di essere arrestato. Le cose sembrano essere precipitate nelle ultime ore” prosegue l’emittente salesiana dopo un sopralluogo nel distretto di Ambatobe (che in malgascio significa “grande pietra”) a nord-est della capitale, dove si trova la residenza dell’ex-sindaco. Il clima di insicurezza e repressione che ha prevalso in questi ultimi giorni ha avuto conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei cittadini, soprattutto dei bambini. Ieri, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) ha denunciato attacchi e minacce da parte di gruppi di teppisti e facinorosi nei confronti di due scuole cattoliche della capitale (Scuola del Sacro Cuore e il Collegio di S. Francesco Saverio), le cui porte sono state forzate e gli insegnanti e gli studenti minacciati. “Le autorità, le istituzioni e la popolazione in generale devono rispettare i diritti fondamentali dei bambini e astenersi da azioni che potrebbero metterli a rischio la loro. Le scuole dovrebbero essere oasi di pace e di sicurezza e luoghi di rifugio dalle violenze per ogni bambino” ha affermato l’Unicef in un comunicato. Sul fronte della mediazione, questa mattina il gruppo di contatto di ambasciatori stranieri - tra cui il Nunzio Apostolico in Madagascar – ha incontrato Rajoelina e poi il presidente Ravalomanana per cercare di trovare una soluzione alla crisi. Nonostante la presenza sull’isola di inviati delle Nazioni Unite e dell’Unione africana, i negoziati tra le due parti, mediati dal Consiglio delle Chiese Cristiane del Madagascar (Ffkm) sono stati sospesi a causa dell’assenza dei delegati di opposizione, che non si sono presentati per il timore di essere arrestati.
04/03/2009 Misna
“In Piazza Tredici maggio oggi non ci sono manifestazioni né scioperanti, da questa mattina le forze dell’ordine bloccano il centro”: fonti dell’emittente locale 'Radio Don Bosco' descrivono in questo modo alla MISNA la situazione ad Antananarivo all’indomani dell’ultimo corteo convocato da Andry Rajoelina, l’ex-sindaco protagonista di un aspro confronto politico con il presidente Marc Ravalomanana. In piazza Tredici maggio Rajoelina aveva annunciato ieri che i suoi sostenitori si sarebbero recati nelle fabbriche, nei ministeri e nelle scuole per spingere la gente a partecipare a uno sciopero generale indetto per oggi. La novità degli ultimi giorni, in realtà, sembra un maggior coinvolgimento degli studenti della capitale nel movimento di protesta: tanti giovani hanno minacciato ritorsioni contro la polizia se i compagni arrestati negli ultimi giorni non dovessero essere rilasciati entro 24 ore. Proprio a causa della mobilitazione studentesca e di alcuni scontri avvenuti ieri sera, le Forze armate hanno proclamato il quartiere dove sorge l’università “zona rossa”. In questo quadro, l’Unione Africana (UA) prosegue il tentativo di trovare una soluzione negoziata della crisi. L’inviato dell’UA in Madagascar, Amara Essy, ha chiesto la formazione di “un governo aperto all’opposizione” e l’approvazione di alcune “riforme costituzionali”. Dopo aver incontrato i due protagonisti della crisi di Antananarivo, il Commissario dell’Unione Africana per la Pace e la sicurezza Ramtane Lamamra ha detto che “il Madagascar deve essere un esempio per l’Africa” e auspicato una prossima “intesa”. A sperare in una rapida soluzione della crisi sembra soprattutto la popolazione, colpita negli ultimi mesi da un forte aumento dei prezzi dei prodotti essenziali. A subire le conseguenze del contenzioso tra Ravalomanana e Rajoelina è anche il turismo, uno dei settori portanti dell’economia malgascia: secondo i dati dell’ufficio nazionale che monitora il comparto, quasi tutte le prenotazioni per il primo trimestre del 2009 sono state annullate.
26/02/09: perché Ravalomanana non si è presentato ieri al quarto incontro? Dichiarazione del Ministro degli Interni alla stampa: All'esito del consiglio dei ministri di questo giovedì 26 Febbraio 2009, è stato dato al Ministro degli Interni Rabenja Sehenoarisoa il compito di fare una dichiarazione spiegando, al popolo malgascio ed in particolar modo alla popolazione di Antananarivo, le ragioni dell'interruzione dell'incontro di ieri e l'assenza del Presidente della Repubblica a tale incontro. Rivolto alla stampa, il pastore Samuel John del FFKM ha dichiarato che l’FFKM ringrazia le nazioni unite della loro volontà a sostenere la ricerca di una soluzione. La venuta dei tre capi delle Chiese FFKM non dipende solamente da un loro desiderio, un incontro è stato effettuato con l’ufficio centrale e le branche del FFKM. Il Mgr Odon Razanakolona resta il presidente del FFKM. In quanto alla decisione di Andry Rajoelina di abbandonare l’incontro, l’FFKM spera che sia una decisione provvisoria. Riguardo invece le dichiarazioni secondo i quali l’FFKM sarebbe inclinato verso uno dei partiti, dipende dall’interpretazione che ognuno da al significato di prendere parte poi ha dichiarato. L’FFKM fa quello che può in questo momento, secondo le sue competenze. 25/02/09: Sit-in di TGV a Mahamasina. Il 26 Febbraio 2009, il movimento TGV ha deciso di organizzare un sit-in a Mahamasina in seguito alla rottura delle negoziazioni con il presidente. L’obbiettivo di quel giorno era di destituire il PDS Guy Rivo Randrianarisoa avendo sostituito Andry Rajoelina in quanto sindaco di Tana. Il sit-in è stato breve: le forze dell’ordine hanno sloggiato i manifestanti prima ancora che il loro leader arrivasse sul posto. Hanno utilizzato: colpi in aria, gas lacrimogeni.. Lungo tutta la giornata, hanno avuto a che fare con gruppi di devastatori sparsi tra Anosy e Anosibe. 10 arresti sono stati effettuati. 24/02/09 Andry Rajoelina dichiara di essersi presentato all’incontro previsto per un faccia a faccia ma il Presidente non è venuto.
La spiegazione ufficiale secondo il Ministro degli Interni!
Secondo il Ministro: il numero dei membri delle delegazioni aventi il dovere di partecipare a questo tipo di incontro, è preventivamente definito per ogni partito, un numero di partecipanti che supera quello concordato porterebbe minacciare la sicurezza delle parti presenti. In questo caso preciso, la sicurezza presidenziale è in stato di accusa. Riguardo la fondatezza e le basi delle discussioni, il Ministro ha affermato che tutto ciò è conforme ai termini costituzionali. La violazione di tali disposizioni annullerebbe il proseguimento delle discussioni, essendo la legge sopra ogni cosa.
Dichiarazione del FFKM:
Marc Ravalomanana era à Majunga e Tamatave per incontrare le autorità militari e civili di queste due aree. Era accompagnato dal suo Ministro della Difesa e del capo di stato maggiore dell’armata.
Ravalomanana continua ad affermare, da parte sua, di voler continuare le negoziazioni.
23/02/09
Inizio dell’incontro tra Ravalomanana e Rajoelina, con l’FFKM come intermediario.
L’incontro in un luogo neutro, ad Hintsy (Ambohimanambola).
Andry Rajoelina è uscito molto deluso da questo incontro con il Presidente Marc Ravalomanana. Lo rimprovera di non aver parlato di altro che del Map (Madagascar Action Plan) e del summit Africano. Chiede quindi di porre un ordine del giorno per il prossimo incontro.
Le condizioni poste da Andry Rajoelina. Nelle negoziazioni, Andry Rajoelina chiede l’accesso alla Tvm Rnm, la liberazione di Ranjivason, la dimissione dei ministri del governo Ravalomanana, la destituzione del PDS Guy Rivo Randrianarisoa. Indica che domani è l’ultimo giorno per vedere soddisfatte le sue richieste dopo di che ritorneranno le manifestazioni sulla piazza del 13 maggio (13 Mai).
Madagascar : mediazione in corso
Dopo gli scontri delle ultime settimane, Chiesa e comunità internazionale cercano una mediazione. Ma le posizioni delle due parti sono molto lontane.
Proseguono in Madagascar i colloqui per cercare una mediazione alla crisi politica che da oltre 3 settimane blocca il paese: da venerdì delegati del governo del presidente Marc Ravalomanana e dell’opposizione di Andry Rajoelina si stanno incontrando, sotto la mediazione dell’inviato speciale dell’Unione africana Amara Essy. Oggi è in arrivo una delegazione dallo Swaziland, che fa parte della squadra di negoziatori mobilitati dalla Comunità degli stati dell’Africa australe (SADC), alla quale si aggiunge anche il Consiglio delle chiese cristiane del Madagascar. Le posizione dei contendenti sono lontane: Ravalomanana punta ad elezioni anticipate, mentre Rajoelina vuole una fase di transizione per modificare Costituzione e legge elettorale, e votare con nuove regole.
Intanto oggi l'opposizione ha indetto dei presidi di fronte alle sedi delle istituzioni,…
[Continua ... ]
13/02/09 Green report
Il Madagascar prima e dopo il sabato di sangue
LIVORNO. Mentre in Madagascar continuano le proteste di piazza, gli emissari del presidente Marc Ravalomanana e quelli dell´ex sindaco della capitale Antananarivo, Andry Rajoelina, estromesso qualche giorno fa direttamente dal governo, stanno tentando un accordo per uscire da una crisi che rischia di portare il Paese alla guerra civile. Il Madagascar vive di fatto in un doppio regime: quello del presidente eletto e quello di Rajoelina, dichiaratosi "presidente dell´Alta autorità di transizione".Al capezzale del Madagascar sono accorsi mediatori internazionali come il vice-segretario dell´Onu Haïlé Menkerios, capi religiosi e ambasciatori dei Paesi amici, una delegazione della Commission de l´océan Indien e l´emissario dell´Unione africana Amara Essy.
Ma il malato sembra molto grave: gli scontri di piazza hanno causato oltre 100 morti e quello che era iniziato come un movimento democratico pacifico è finito sotto il tiro della Guardi presidenziale, con 28 persone uccise il 7 febbraio davanti agli uffici del Capo dello Stato che la folla voleva prendere d´assalto.
I partigiani del giovane Rajoelina chiedono cambiamenti, ma ora, di fronte al sangue che scorre per le strade del Paese la maggioranza dei malgasci vuole che questo avvenga in modo democratico e le critiche al radicalismo dell´ex sindaco della capitale non mancano.
All´eccidio del 7 febbraio è stato subito dato il nome di "sabato di sangue" e la trattativa è resa ancora più difficile da quelle inutili morti. Dopo la sua elezione a sindaco nel 2007, Rajoelina ha preso la testa dell´opposizione al regime del presidente Ravalomanana, assicurandosi l´appoggio di molti malgasci delusi da un governo che sembra disinteressarsi dei bisogni dei poveri, che sono la stragrande maggioranza della popolazione.
[Continua...]
10/02/2009 Corriere della Sera
La sparatoria quando il corteo si era diretto versoMadagascar:
Ci sono anche 350 feriti. A causa delle violenze si dimettono i ministri di Difesa e Giustizia
ANTANANARIVO (MADAGASCAR) - È di oltre 40 persone uccise e più di 350 ferite il bilancio delle violenze di sabato scorso, nella capitale del Madagascar Antananarivo. Lo ha reso noto il Comitato internazionale della Croce Rossa sulla base di fonti ospedaliere, come riferisce l'agenzia cattolica Misna.
Successivamente pero ha comunicato di aver lasciato il governo anche il ministro della Giustizia, Bakolalao Ramanandraibe Ranaivoharivony.
09/02/2009 Peace Reporter
Si aggrava la crisi politica in Madagascar, muro contro muro tra presidente e opposizione Almeno 125 morti, centinaia di feriti e la crisi politica peggiore degli ultimi otto anni. Il Madagascar, l'isola felice dell'Oceano Indiano fino a poco tempo fa conosciuta quasi esclusivamente per il turismo, è da due settimane teatro di scontri di piazza che hanno investito la capitale Antananarivo. Come nel 2001-2002, durante la breve guerra civile, anche oggi a darsi battaglia sono i principali attori della vita politica del Paese: da una parte il presidente, Marc Ravalomanana, dall'altra il leader dell'opposizione, Andry Rajoelina, ex-deejay e sindaco di Antanarivo, deciso a scalzare il suo rivale e a prendere il controllo del Paese.L'ultimo capitolo nella lotta senza quartiere scatenata dai due è avvenuto sabato scorso, quando scontri tra manifestanti e polizia scoppiati nel centro città hanno provocato almeno 28 morti, stando alle fonti locali (40 secondo quanto riferito dalla Croce Rossa Internazionale). Vittime che si aggiungono alle decine provocate dalle violenze della settimana precedente, quando i manifestanti dell'opposizione avevano preso d'assalto i negozi facenti capo all'impero di Ravalomanana (fondatore del colosso alimentare locale Tiko e titolare della radio tv Malagasy Broadcasting System), accusato di aver instaurato nel Paese una dittatura mascherata e di pensare più a gestire i propri affari che a migliorare le condizioni di vita della popolazione.
[Continua ...]26/01/2009 Corriere della Sera
Cresce
ANTANANARIVO - Una persona è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco durante le proteste di piazza ad Antananarivo, in Madagascar. Lo ha riferito il sindaco della capitale, Andry Rajoelina.
Alcuni sostenitori del sindaco, principale oppositore del presidente Marc Ravalomanana, hanno saccheggiato i locali della tv nazionale, dopo che circa 20mila persone avevano manifestato in piazza 13 maggio dove il sindaco della capitale malgascia aveva tenuto un discorso. Il president Marc Ravalomanana, rieletto nel1/12/08 Green report
La Daewoo si prenderà mezzo Madagascar, o forse no…
LIVORNO. La notizia che la sudcoreana Daewoo Logistics si sarebbe accaparrata, in cambio della creazione di posti di lavoro, il controllo di 1,3 milioni di ettari di terreno del Madagascar (la metà delle terre coltivabili della grande isola, più o meno la metà dell´intero Belgio) circola da quando il 31 ottobre una delegazione di operatori economici sudcoreani, capitanata dal presidente di Daewoo Madagascar, Kim Kwon Lin, accompagnato dal direttore della Kores resources corporation, Kim Sihng Jong, e dal rappresentante della Daewoo Logistics corporation, Yong Nam Ahn e dal vicepresidente della Posco EC, Jeong Tae Hyun, è arrivata ad Antananarivo per rendere conto al presidente malgascio dei progressi degli investimenti sudcoreani in Madagascar.
Fonti ufficiali malgasce, riprese dai giornali dell´isola, hanno informato che i sudcoreani avevano intenzione di ampliare i loro investimenti nella gestione del territorio., nella riforma fondiaria, nelle miniere e nello sfruttamento del nikel a Ambatovy, e soprattutto nell´agricoltura e nell´allevamento.
Secondo la stampa internazionale
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